Cuori Infranti
Se non ci fossero le delusioni amorose non ci sarebbe gran parte del nostro patrimonio di poesie e canzoni...forse un'amara consolazione per coloro che sono stati lasciati, ma si tratta pur sempre di un motivo per rallegrarsi e comprendere come il problema sia universale.
"E l'antica natura onnipossente,
Che mi fece all'affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto"
così scriveva Giacomo Leopardi pensando all'amata Silvia per la quale si struggeva d'amore e rimproverava alla Natura d'averlo creato per un destino di sofferenze, negandogli ogni speranza.
Al sommo poeta di Recanati potrebbe replicare Oscar Wilde con uno dei suoi tanti aforismi che gli sono valsi la fama di cinico dandy: "Credevo di avere un cuore...ma un cuore non si adatta a me. In un certo senso, non si addice all'abbigliamento moderno".
Eppure il cuore ha giocato un pessimo scherzo allo scrittore irlandese finito in carcere per un amore inconciliabile con i costumi dell'epoca vittoriana.
Ci si potrebbe allora consolare pensando che dopo averlo infranto ed incollato i tanti pezzi con pazienza, e talvolta con l'aiuto di amici e psicologi, il cuore sia divenuto immune da altre rotture. La prima grande delusione amorosa non sempre però è un vaccino che ci rende immuni e d'altra parte tale immunizzazione potrebbe rivelarsi terribilmente pericolosa.
E se non ci potesse più innamorare? O ancora peggio se non avessimo più aneddoti da raccontare agli amici ridendo delle pene amorose vissute...già perchè dopo la pioggia arriva il sole, è una legge di natura.
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